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Il cielo e’ sempre piu’ blu

Sulle note della canzone di Rino Gaetano, mentre loro sfidano il regime, scopro che…

Stavo andando a letto, stranamente presto per una domenica passata, con vecchi amici, a contenderci le sorti del mondo nel celebre gioco da tavola, “Risiko”, quando la sigla finale di un noto programma televisivo mi ha fatto ritornare in poltrona e, mio malgrado, ha riacceso la valvola del mio cervello.

La7, infatti, propone, ogni domenica sera, lo show satirico scritto, interpretato e diretto dal comico Maurizio Crozza (Crozza Italia, appunto). Orbene, pur ammettendo che il cabarettista in questione mi è decisamente simpatico ritenendolo un valido professionista (le sue imitazioni di Zichichi e di Marzullo sono straordinarie), come non riflettere su alcuni emblematici elementi che, ancora una volta, rivelano la vera natura di questa sinistra, aimè, tutta italiana.

Nello specifico, avete mai seguito la sigla di coda del suddetto show domenicale? Se l’avete vista, almeno una volta, sapete di cosa sto parlando; in caso contrario, ve lo spiego subito.

Sulle note della canzone di Rino Gaetano, “Il cielo è sempre più blu”, che tra l’altro è anche uno degli inni ufficiali del Partito Democratico di Veltroni, Crozza ed i suoi ospiti (artisti vari che, di volta in volta, prendono parte attivamente alla puntata), intonano le varie strofe cambiando il testo originale con la recitazione seriosa ed impegnata di frasi puntualmente applaudite dal pubblico presente in studio.

Le frasi in questione sono tutt’altro che battute comiche o satiriche, non sono gag cantate alla moda del varietà e nemmeno allusioni maliziose alla Pierino. No. Sono semplicemente dichiarazioni politiche, chiare e precise, naturalmente sempre e solo contro Berlusconi e la sua parte politica.

E così, con le tipiche facce sofferenti ed eroiche, manco fossero dei coraggiosi dissidenti cinesi di fronte al Comitato Centrale Comunista, snocciolano ogni volta, a suon di musica ulivista, perle di denuncia e di sdegno nei confronti di ministri, deputati, partiti ed esponenti rigorosamente di centrodestra.

Bene. Nulla di nuovo. Ma, prima di spegnere la tv per raggiungere quel letto paventato pochi minuti prima, mi balena nella mente la mia solita malsana e fascista riflessione. Ovvero: loro cantano in tv e lo fanno sempre con quell’aria da condannati a morte che, pur di denunciare il regime berlusconiano nel quale periodicamente l’Italia si trova a vivere, sono pronti a farsi fucilare. Loro, novelli partigiani con la chitarra in mano ed il mondo come patria.
Però, mentre pigio il pulsante rosso del telecomando, penso che io, notoriamente fazioso e di centrodestra, sono qui a spegnere una tivù nel salottino di casa mia. Loro, invece, quelli che sventolano coraggiosamente la bandiera rossa, sono affermati e ben pagati artisti televisivi che, o su Rai o su Mediaset o su La7, da anni, occupano tranquillamente la loro ottima posizione professionale e sociale, conducono indisturbati i maggiori programmi nazionali, fanno film e documentari, ammiccano in spot e pubblicità varie.

E allora, mi chiedo: chi, tra me e loro, è davvero l’idealista? Chi, tra me e loro, è veramente coraggioso? Ma, soprattutto, chi, tra me e loro, è il vero coglione?

Ma, tanto, il cielo è sempre più blu.

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