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Riconoscere la zanzara tigre e prevenirne la diffusione

Il sito del Comune di Piacenza offre istruzioni su come affrontare il problema

Il sito del Comune di Piacenza offre istruzioni su come affrontare il problema della zanzara tigre, che può portare e diffondere il virus responsabile della chikungunya/dengue, una pericolosissima malattia diffusa in molte aree tropicali del pianeta.


COME PREVENIRE LA DIFFUSIONE DELLA ZANZARA TIGRE

Tenere pulite vasche e fontane, verificare che le grondaie non siano ostruite, trattare i tombini con prodotti larvicidi, non utilizzare sottovasi, non lasciare innaffiatoi e secchi con l’apertura verso l’alto, non accumulare copertoni. Questo perché è nelle zone di deposito e raccolta di acqua stagnante che nasce e si sviluppa la Zanzara Tigre.

Considerata finora solo un fastidioso ospite indesiderato, oggi è noto che la zanzara tigre è anche il veicolo per la trasmissione di patologie da uomo a uomo. Dagli anni scorsi, la regione Emilia Romagna ha avviato una campagna per ridurre quanto più possibile la popolazione di questo insetto.

L’Amministrazione comunale, con l’ordinanza sindacale n. 113 del 27/03/2008, intende agire proprio in questo senso: principalmente con la rimozione, ove possibile, delle piccole raccolte d’acqua e sottoponendo ad adeguati trattamenti larvicidi le raccolte d’acqua non eliminabili, come i tombini di scolo delle acque meteoriche.
L’ordinanza impone pertanto di non lasciare all’aperto contenitori di qualsiasi natura nei quali possa raccogliersi l’acqua, di svuotare o proteggere con zanzariere contenitori che possono essere tenuti sotto controllo, di trattare l’acqua presente in tombini, griglie di scarico, pozzetti di raccolta delle acque meteoriche, presenti negli spazi di proprietà privata, ricorrendo a prodotti di sicura efficacia larvicida.

Inoltre, impone di rimuovere qualsiasi tipo di rifiuto ed erbacce dalle aree aperte, evitando che si creino situazioni in grado di consentire il ristagno delle acque.

Nella conduzione degli orti si dovrà svuotare sempre i contenitori utilizzati per l’innaffiatura dopo l’uso, evitate ogni possibile raccolta d’acqua e chiudere gli eventuali serbatoi.


Prescrizioni che riguardano attività particolari

In particolare, tutti i depositi di qualsiasi tipo di materiale dovranno essere al coperto e, se questo non è possibile, dovranno essere trattati con prodotti larvicidi entro i cinque giorni successivi ad ogni precipitazione.

I copertoni dovranno essere stoccati al coperto dopo essere stati svuotati da eventuali residui idrici.

Nei cantieri, analogamente, i bidoni e ogni altro recipiente dovranno essere svuotati quotidianamente o essere chiusi ermeticamente.

Anche i vasi per fiori nei cimiteri dovranno essere riempiti di sabbia bagnata.

L’inosservanza dell’ordinanza n. 113/2008 sarà sanzionata con un ammenda.

L’ordinanza prevede infine che in caso di in presenza di casi sospetti o accertati di Chikungunya o di situazioni di infestazioni localizzate di particolare consistenza, con associati rischi sanitari, in particolare nelle aree circostanti siti sensibili quali scuole, ospedali, strutture per anziani o simili, il Comune provvederà, tramite il contratto di servizio con Enìa spa, ad effettuare con urgenza trattamenti adulticidi, larvicidi e di rimozione dei focolai larvali in aree pubbliche e private, provvedendo, se sarà necessario, con ulteriori ordinanze volte a imporre l’attuazione di tutte le misure preventive disposte.

COME RICONOSCERE LA ZANZARA TIGRE

La zanzara tigre (Aedes albopictus), grande come una zanzara comune, viene dall’Asia ed è stata rinvenuta in Italia per la prima volta nel 1990. La si riconosce per il colore nero, per una linea bianca sul dorso e per anelli bianchi sulle zampe. La zanzara tigre depone le uova sulle pareti interne di contenitori in cui c’è acqua (sottovasi, bidoni, tombini”¦): qualsiasi contenitore artificiale, anche piccolo come un barattolo, può far nascere decine e decine di zanzare e diventare un focolaio d’infestazione. Le uova si schiudono quando vengono sommerse dall’acqua: in una-due settimane le larve si trasformano in zanzare.

La zanzara tigre è molto aggressiva, vola basso, in sciami, e punge prevalentemente di giorno e all’aperto, soprattutto gambe e caviglie; è in grado di pungere anche attraverso la stoffa di abiti leggeri: i normali repellenti non sembrano essere molto efficaci.

COSA DEVE FARE IL CITTADINO

Il successo della lotta alla zanzara tigre dipende dall’impegno di ciascuno.

Le azioni necessarie da parte dei cittadini sono soprattutto di natura preventiva: la diffusione della zanzara tigre, infatti, è tipicamente urbana per la sua propensione a deporre le uova in piccole raccolte d’acqua. È pertanto necessario eliminare tutte le situazioni in cui l’acqua ristagna, come i sottovasi di piante e fiori, le grondaie, gli innaffiatoi, le aiuole, le vasche e le fontane ornamentali e qualsiasi contenitore lasciato all’aperto e che possa trattenere acqua.

È inoltre importante trattare i tombini posti all’esterno, dove si raccoglie acqua piovana, con prodotti larvicidi specifici in vendita nelle farmacie. La frequenza e i modi d’impiego dipendono dal prodotto utilizzato: è importante attenersi strettamente a quanto riportato sull’etichetta del prodotto larvicida impiegato e alle indicazioni fornite al momento dell’acquisto in farmacia. I trattamenti vanno ripetuti per tutta l’estate, fino alla fine di ottobre.
Si tratta di compiti semplici, ma occorre davvero l’impegno di tutti, la conoscenza e la partecipazione per cercare di contenere al minimo i danni e i disagi causati dalla zanzara tigre.


LA CAMPAGNA INFORMATIVA REGIONALE

Sul sito della regione Emilia Romagna sono presenti i dati del monitoraggio della presenza della zanzara tigre sul territorio piacentino e nelle province .

Per informare sulle piccole buone abitudini che possono ostacolare il proliferare di questo insetto nelle aree private, il Servizio sanitario regionale lancia in questi giorni una campagna informativa (guarda lo spot). L’iniziativa si inserisce nel Progetto per una strategia integrata di lotta alla Zanzara Tigre, avviato dalla Regione nel 2005 con l’obiettivo di affrontare in modo coordinato il diffondersi di questo insetto particolarmente aggressivo e fastidioso, che costringe le Amministrazioni comunali a sostenere costi molto impegnativi, cui si aggiungono le spese dirette delle famiglie per l’acquisto di prodotti per la protezione personale e per le cure mediche. L’obiettivo è di creare un approccio integrato al problema, ricercando anche soluzioni innovative per la prevenzione e la gestione dei focolai.

Sono stati attivati due numeri utili per informazioni e chiarimenti:

– il Ministero della Salute 06-59943307

– il Servizio Sanitario Regionale numero verde 800 033 033.

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