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Luca De Filippo ritorna a Piacenza

Ancora insieme a Francesco Rosi, prosegue il viaggio nella drammaturgia di Eduardo

Luca De Filippo ritorna a Piacenza dopo il successo di “Napoli Milionaria!”. Ancora insieme a Francesco Rosi, prosegue il viaggio nella drammaturgia di Eduardo, con un testo di poco successivo al precedente, “LE VOCI DI DENTRO”: lo spettacolo è in programma al Teatro Municipale lunedì 25 e martedì 26 febbraio, con inizio delle rappresentazioni sempre alle ore 21, nel cartellone della Stagione di Prosa “TRE PER TE” diretta da Diego Maj e organizzata da Teatro Gioco Vita – Teatro Stabile di Innovazione con il Comune di Piacenza – Assessorato alla Cultura, la collaborazione di Cariparma e Piacenza, il sostegno di Tecnoborgo e Tidone Energie e, come tutte le attività proposte dal Teatro Stabile di Innovazione piacentino, il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Dipartimento dello Spettacolo e della Regione Emilia Romagna.

Il testo si inserisce, sono parole di Luca De Filippo, “nel filone del fantastico eduardiano con l’ambiguo rapporto sogno-realtà, ed esprime profondamente gli umori del tempo, di un Paese scosso nel suo sistema di valori e poco fiducioso in una autentica rinascita, come se gli orrori della guerra, ancorché finita, avessero contaminato la coscienza delle persone”¦”.

Scritto nel 1948 – “Napoli milionaria” è di tre anni prima -, “Le voci di dentro” racconta la vicenda di Alberto Saporito e del suo strano sogno: un omicidio commesso da parte dei vicini di casa. A partire da questo avvenimento – realtà? fantasia? – si innesca un’amara riflessione sulla malvagità umana, provocata dalle ingiurie vicendevoli che i sospettati rivolgono l’uno contro l’altro.

Con la messa in scena di “Le voci di dentro”, dopo “Napoli Milionaria!” desidero proseguire, insieme a Francesco Rosi, il discorso teatrale sulla drammaturgia di Eduardo. Le due commedie, scritte a pochi anni di distanza (“Napoli Milionaria!” nel 1945 e “Le voci di dentro” nel 1948), segnano infatti il momento di passaggio da un Eduardo in cui è ancora viva la speranza nei grandi cambiamenti e nel recupero dei valori fondamentali, dopo il terribile dramma della guerra, ad un Eduardo in cui la disillusione ed il pessimismo prevalgono in misura crescente.

E’ il momento in cui Eduardo passa dalla riflessione sulla società all’approfondimento dei rapporti all’interno della famiglia sempre più espressione di ipocrisia, tornaconto personale, cinismo e sempre meno di quei grandi ideali quali la fraternità, la solidarietà, la pietà, che avrebbero dovuto segnare il rinnovamento sociale ed individuale.
“Le voci di dentro”, nel filone del fantastico eduardiano con l’ambiguo rapporto sogno-realtà, esprime profondamente gli umori del tempo, di un Paese scosso nel suo sistema di valori e poco fiducioso in una autentica rinascita, come se gli orrori della guerra, ancorché finita, avessero contaminato la coscienza delle persone, come se una sottile corruzione morale fosse penetrata in profondità, pur coperta da un’apparente moralità, riportando a quella connivenza e alle responsabilità individuali e collettive che avevano rese possibili le tragedie ancora così vicine.

Il titolo è emblematico e come tale è entrato ne linguaggio quotidiano: le voci di dentro non corrispondono più alle voci di fuori, e a forza di reticenze, sospetti reciproci e ipocrisie si può arrivare a estremi impensabili, alla negazione della comunicazione e della stima reciproca, rivelando zone insospettabili di una umanità come sperduta.

Luca De Filippo

Questa commedia, scritta e rappresentata per la prima volta nel 1948, chiude il ciclo delle opere dell’immediato dopoguerra. Eduardo stesso la collocava a chiusura di un discorso unico e coerente, aperto da “Napoli Milionaria!” e continuato con “Filumena Marturano”, “Questi fantasmi” e “Le bugie con le gambe lunghe”. «Secondo me – dice Eduardo a Vito Pandolfi in un’intervista del 1956 – non si è entrati nello spirito, si sono fermati al fatto della commedia. E’ sfuggito quello che era il mio proposito. I tre figli di Filumena Marturano rappresentano le tre forze dell’Italia: l’operaio, il commerciante, lo scrittore”¦ I figli sono quelli che si tengono nelle braccia quando sono piccoli”¦ Ma quando sono grandi, quando sono diventati uomini, o sono figli tutti quanti o sono nemici”¦ Pensavo con quella commedia di aver messo in evidenza questa situazione ai governanti, pensavo che avrebbero preso dei provvedimenti. Poi scrissi “Questi fantasmi”, poi “Le bugie con le gambe lunghe”, ma le cose rimasero stazionarie e allora ho scritto “Le voci di dentro”, dove il personaggio non parla più perché è inutile parlare quando nessuno ascolta».

La commedia ebbe molto successo, la gente, anche se spiazzata da tanta anticipazione, riuscì a cogliere il lato amaro di quello che Eduardo aveva voluto dire: la famiglia come luogo di gelosia, di rancori, di odi nascosti. «Il sogno è la spia di una grande inquietudine che ci attanaglia. I personaggi di questa commedia portano in sé l’ansia di una guerra appena finita, di violenze non dimenticate» (Intervista a Giulio Baffi – “L’Unità”, 10 gennaio 1977).
Noi oggi possiamo continuare con l’elenco desunto da una cronaca quotidiana sempre più tormentata da violenze insopportabili: madri che uccidono figli, figli che uccidono padri, familiari che si ammazzano tra di loro, pedofilia sempre più diffusa negli ambienti creati per la protezione dell’innocenza, famiglie sconvolte dall’odio, dai sospetti più atroci, da crimini commessi in nome degli interessi più sordidi. Il valore di profezia della commedia di Eduardo, definita dall’autore una “tarantella in tre atti”, la sua attualità, sono sconcertanti. Alberto Saporito ha un incubo, forse una visione, che definirà un “sogno”: il delitto commesso da una famiglia di tranquilli borghesi, e non esita a denunciarli, tanto ci crede.

Gli accusati, invece di proclamare ad alta voce tutti insieme la loro estraneità al delitto, sospettano che sia stato commesso da uno di loro e si accusano l’un l’altro, arrivando a progettare un delitto vero per coprirne uno solo immaginato. Situazione paradossale, commedia difficile proprio per questo suo muoversi tra realismo e surrealismo. Scrisse Cesare Garboli (“Corriere della sera”, 21 gennaio 1977): « Seppe tradire il realismo beffandolo col paradosso, inquietandolo con una pericolosa emulsione di teatro magico e esterrefatto, dove il non senso e gli spettri sono di casa né più né meno del maccherone riscaldato o del ferro da stiro. Sempre partendo dal quotidiano, Eduardo liberava una sostanza popolare nascosta, preziosa e immateriale. E lo spirito di Napoli si lasciava sfuggire un anello bluastro, una spirale di fumo inatteso».

Si parlò del realismo metafisico di Eduardo. Salvatore Quasimodo (“Il Dramma”, 1948): «L’ironico, il tragico, il grottesco hanno cadenza di alto ritmo. Ho sognato – grida Alberto – ma ormai il sospetto è entrato in casa Cimmaruta: l’uno viene accusato dall’altro, la crudeltà, la vigliaccheria si rivelano a ogni parola. Aniello, il presunto assassinato, è vivo, ritorna. Non importa: le voci di dentro ormai sono scoperte».

Francesco Rosi

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“TRE PER TE” Stagione di prosa 2007/2008 del TEATRO MUNICIPALE di Piacenza

è una rassegna di

TEATRO GIOCO VITA Teatro Stabile di Innovazione

COMUNE DI PIACENZA Assessorato alla Cultura

in collaborazione con CARIPARMA – Crédit Agricole

e con Tecnoborgo e Tidone Energie

con il contributo di

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI Dipartimento dello Spettacolo

REGIONE EMILIA ROMAGNA

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LOCANDINA

Teatro Municipale

Lunedì 25 febbraio 2008 – ore 21

Martedì 26 febbraio 2008- ore 21

Teatro di Roma ed Elledieffe

presentano

La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo

LE VOCI DI DENTRO

“tarantella” in tre atti

di Eduardo De Filippo

regia Francesco Rosi

scene Enrico Job

costumi Enrico Job e Cristiana Lafayette

luci Stefano Stacchini

con Luca De Filippo, Gigi Savoia, Antonella Morea, Marco Manchisi, Carolina Rosi

personaggi e interpreti

Rosa Cimmaruta Antonella Morea

Maria, cameriera Anna Moriello

Michele, portiere Matteo Salsano

Alberto Saporito Luca De Filippo

Carlo, suo fratello Marco Manchisi

Pasquale Cimmaruta Gigi Savoia

Matilde, sua moglie Carolina Rosi

Luigi, loro figlio Matteo Mauriello

Elvira, loro figlia Chiara De Crescenzo

Un brigadiere Giovanni Allocca

Zi’ Nicola Saporito Giuseppe Rispoli

Capa d’Angelo Adriano Mottola

Teresa Amitrano Stefania Guida

Aniello Amitrano Giuseppe Rispoli

PREZZI

Platea euro 27 (intero) e 23 (ridotto)

Posto/palco euro 25 (intero) e 21 (ridotto)

Ingresso palchi/galleria euro 15 (intero) e 13 (ridotto)

Galleria numerata euro 20 (intero) e 18 (ridotto)

Loggione numerato euro 12 (intero) e 10 (ridotto)

Ingresso loggione euro 7

Studenti euro 12 (posto unico in galleria)

Last minute Platea e posto/palco euro 15, Galleria euro 11, Loggione euro 4

(a tutti i possessori della carta “Dinamo Club” Teatro Gioco Vita applicherà la riduzione sul prezzo dei biglietti)

BIGLIETTERIA

TEATRO GIOCO VITA, Via San Siro 9, Piacenza – Telefono 0523.315578 – biglietteria@teatrogiocovita.it
Orari di apertura: dal martedì al venerdì ore 15-18; il giorno dello spettacolo la biglietteria funziona unicamente nella sede della rappresentazione a partire dalle ore 19 (Teatro Municipale, via Verdi 41, tel. 0523.492251).

Per informazioni: Teatro Gioco Vita – Teatro Stabile di Innovazione, Biglietteria 0523.315578, Uffici 0523.332613

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