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Intervista a Nicola Bellotti, autore del romanzo fantasy ‘I Custodi delle Rune’

Da Tolkien a Weis & Hickman, il genere fantasy esce dalla nicchia

Piacentino, 33 anni, Nicola Bellotti non è uno scrittore professionista. Laureato in Giurisprudenza, ha scelto di non seguire la professione forense, ma di dedicarsi alla sua passione per il mondo della comunicazione pubblicitaria, fondando una propria agenzia.

“Ho iniziato ad abbozzare il mondo di Asgahard più di dieci anni fa,” racconta l’autore, “come scenario per un gioco di ruolo. Da allora ho sempre coltivato l’idea di far rivivere quel progetto con un romanzo”.

Il genere fantasy sta vivendo un’era particolarmente fortunata dopo il successo cinematografico della trilogia tratta da “Il Signore degli Anelli”. Quali sono le tue fonti di ispirazione?
“Tutto ciò che stimola la fantasia è per me una fonte di ispirazione, anche nel lavoro: fumetti, libri, film, videogiochi. Ma se dovessi indicare un autore in particolare direi Margaret Weis, che con Tracy Hickman ha scritto alcuni dei migliori romanzi del genere”.

In molti avrebbero scommesso su Tolkien?
“So di poter essere considerato un eretico, ma ho preferito il Signore degli Anelli cinematografico a quello letterario. Tolkien si perdeva in digressioni talvolta noiosissime, mentre le pellicole hanno un ritmo più serrato”.

In Italia il fantasy e la fantascienza sono sempre rimasti generi di nicchia, secondo te per quale ragione?
“Credo che nel nostro paese ci sia la tendenza a vergognarsi del proprio fanciullino interiore, anche se sono convinto che questo non sia vero per le nuove generazioni. I nostri nonni leggevano Tex di nascosto, mentre oggi è normale vedere un giovane papà giocare con la Playstation insieme a moglie e figli.
Il fantasy sta vivendo un momento d’oro anche in Italia. Il successo di libri come Harry Potter o di film come il Signore degli Anelli hanno contribuito a far nascere nuovi autori molto brillanti. Penso a Licia Troisi, che con le sue Cronache del mondo emerso ha dominato le classifiche”.

Parlaci del tuo romanzo. Di cosa parla “I Custodi delle Rune”?
“Ogni saga deve avere un inizio, descrivere il contesto e presentare i personaggi. La storia narra le gesta di un pugno di eroi che, su fronti opposti, saranno chiamati a decidere le sorti di una devastante guerra.
Il conflitto è il cardine attorno alla quale ruota tutta la trama.
L’eterno scontro tra Bene e Male (rappresentati dagli dei della Luce e da quelli delle Tenebre) si trascinerà nel mondo dei mortali fungendo da scenario allo scorrere degli eventi. Ma ognuno dei protagonisti vivrà un proprio conflitto interiore, e sarà chiamato a compiere una scelta che si rivelerà determinante per il futuro di Asgahard”.

Tra i protagonisti c’è qualcuno che ami di più?
“E’ come chiedere ad un padre di scegliere il figlio preferito. Ho un debole per Wrath Felling, il mago a cui il destino ha concesso un talento senza eguali, ma che, accecato dal desiderio di un potere sempre più grande, è sceso a patti con l’oscurità, ed ora rischia di perdere la vita e la propria anima”.

Come mai hai scelto di pubblicare “I Custodi delle Rune” su Lulu?
“Trovo l’idea di fondo assolutamente geniale. Gli autori editi da Lulu mantengono ogni diritto sulla propria opera letteraria e possono essere distribuiti in un mercato assolutamente ricettivo. Per un esordiente raggiungere tutte le librerie italiane è uno sforzo insostenibile. Con Lulu chiunque può acquistare una copia del mio romanzo semplicemente andando su internet all’indirizzo http://www.lulu.com/content/1644587

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