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MotoGP. Casy Stoner 3 su 4

La Ducati è una bomba, troppo anche per Valentino

La pista è quella di Shangai: rettilineo da oltre 330 km orari che imette in un tornantino strettissimo in cui i bolidi della MotoGP entrano a circa 60 km all’ora. Ed è proprio in quel punto che Valentino ha tentato il tutto per tutto. Tira una staccata ai limiti della fisica, srpassa Stoner, ma va lungo e perde due secondi e mezzo dall’australiano. Mancano cinque giri al termine, Stoner non sbaglia una virgola e taglia per primo il traguardo seguito da Vale su Yamaha e John Hopkins su un’ottima Suzuki. Questo è l’epilogo di una gara splendidamente incerta fin dal giovedi di prove. La Ducati arriva carica perchè la pista è congeniale al missile di Borgo Panigale e le Bridgestone in Cina non ha mai sbagliato un colpo, Stoner non è mai satto così in forma e gli aversari lo temono. Honda non brilla ed è costretta ad inseguire, ma forse i più preoccupati erano gli uomini di Iwata in primis con Davide Brivio (team manager Yamaha), seguito dallo stesso Valentino che lamenta una scarsa velocità massima della sua M1 paragonata alle rivali.
Ok, messi da parte i crucci pre-gara, i mastini partono subito ingarellati: Toni Elias la fa grossa, e nel primo tratto guidato abbatte in un colpo solo Barros e Hayden. Stoner primo da subito stacca dei tempi da pole grazie anche al generosissimo motore Ducati che ad ogni passaggio nel rettilineo allunga su Valentino di 15 metri. La corsa si snocciola così fino alla bandiera a scacchi con Capirex che partito dal quattordicesimo tempo recupera fino alla sesta piazza, Melandri che lotta con Pedrosa per il quarto posto che va alla fine a favore dello spagnolo e John Hopkins che sorprende tutti con una gara tutta all’attacco.
L’epilogo del Gp di Shangai ormai è storia: Stoner vive un sogno, Valentino, due volte secondo, aspetta le piste guidate per riprendersi le urla della folla e la Honda tiene pronto il piccolo alfiere Daniel. Che dire… sarà un grande campionato.

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